Juve-Lecce 4-0: poker Juve, ma le difficoltà restano

Risultato pesante, ma un po’ bugiardo

Juventus-Lecce 4-0: un risultato che, a vederlo così, non lascerebbe adito a tante discussioni.

Invece, per quanto la vittoria sia pesante nel punteggio e, per la prestazione, tutto sommato meritata, occorre andare un po’ nel dettaglio e vedere come la Juve è riuscita a vincere una partita iniziata non proprio nel verso giusto.

Approccio superficiale, Lecce più in palla

Non convincente l’approccio iniziale della squadra di Sarri. Il solito giro palla sterile, orizzontale, incapace di andare in verticale ad innescare gli attaccanti.

Ben più deciso, invece, l’atteggiamento del Lecce, squadra che dimostra di meritare le buone parole spese nel pre-gara: corsa, palleggio coraggioso in difesa (su pressing inefficace dei giocatori bianconeri) e in avanti, a sfruttare la velocità e l’intraprendenza degli esterni e gli inserimenti di Falco e Mancosu.

Tanto che è proprio la squadra ospite ad avere la prima, vera palla gol del match: dopo appena 5′ il Lecce sfrutta un’indecisione di De Ligt e Rispoli si ritrova un gran pallone in area sulla destra, ma spara alto.

La Juve, del resto, fa una gran fatica: a parte un tentativo di rovesciata di Ronaldo e un tiro di Rabiot da fuori, il ritornello è sempre quello: giro palla da sinistra a destra, cercando soprattutto Cuadrado e Bernardeschi sulla corsia di destra, ma il Lecce, con una linea di 5 e una di 4 uomini, dispone un muro che una Juve così lenta fatica a superare.

L’episodio chiave

Poi, al 32′, l’episodio che è forse la chiave di volta del match: Lucioni controlla male in disimpegno, Ronaldo gli soffia palla e si invola verso la porta, e a quel punto Lucioni lo stende. Rosso diretto e Lecce in 10 uomini: da qui, la Juve trova inevitabilmente più spazi.

Sul finire del primo tempo, la Juve spreca due palle gol clamorose: al 41′ CR7 incorna di testa su calcio d’angolo e, tutto solo, manda la palla alta sopra la traversa.

Due minuti dopo, Bernardeschi riceve un gran cross rasoterra di Ronaldo in area piccola, ma la palla viaggia veloce e l’esterno bianconero centra in pieno la traversa.

Secondo tempo: la Juve dilaga

Nella ripresa, un copione tutto diverso della Juventus. Certamente facilitata dall’inferiorità numerica degli avversari, la squadra di Sarri inizia a muovere palla con più velocità, soprattutto grazie all’ingresso di Douglas Costa al posto di un sempre più impalpabile Rabiot.

L’esterno brasiliano muove le gambe a una velocità doppia e il Lecce è tutta arroccata in difesa, con i giocatori bianconeri stabilmente nella metà campo avversaria.

E’ questione di minuti, infatti, perché la Juventus trovi il vantaggio: azione dalla sinistra, Ronaldo serve Dybala al limite dell’area, l’argentino di sinistro mette il pallone sotto l’incrocio alla sinistra del portiere: 1-0.

Pochi minuti dopo, Ronaldo viene steso in area da Rossettini: CR7 va sul dischetto e porta la Juve sul 2-0.

Da qui in poi, è monologo Juve: il Lecce continua a resistere a ridosso della propria area, sperando di trovare un pertugio per ripartire e riaprire la partita, ma la squadra di Sarri ha il pieno controllo della partita.

Centrocampisti e attaccanti bianconeri muovono velocemente il pallone, Douglas Costa fa impazzire la catena di sinistra del Lecce, Bentancur e Pjanic gestiscono senza troppe difficoltà.

C’è anche spazio per il 3-0 di Higuain, subentrato a Dybala, e il 4-0 di De Ligt, su angolo battuto da Costa: il poker è così servito.

Vittoria pesante, ma i limiti rimangono

In fin dei conti, non poteva andare meglio per questa Juve: vittoria pesante nel punteggio, i tre attaccanti andati in gol, porta inviolata, momentaneo +7 sulla Lazio.

Sarri, poi, può essere contento della prestazione del secondo tempo, con un giro palla più convinto e maggior pericolosità in zona gol.

Tuttavia, se vogliamo scendere nel dettaglio, bisogna dire che questa vittoria non è arrivata in modo così netto. Fino all’espulsione di Lucioni, la Juve ha mostrato enormi difficoltà, sia sul piano del gioco sia per quanto riguarda l’efficacia offensiva: paragonando le due rose, si può dire che a sarebbe stato lecito aspettarsi, a fine primo tempo, una Juve avanti almeno 2-0.

Invece, si sono palesati i soliti problemi: gioco lento, orizzontale, passaggi sterili e prevedibili e, soprattutto, una gran difficoltà ad andare in verticale e ad innescare Ronaldo e Dybala.

Al netto della ultime due vittorie (peraltro contro Bologna e Lecce), questa Juve rimane un bel mistero, per i tifosi come per Sarri: il tecnico bianconero continua a provare soluzioni diverse, cercando di giostrare al meglio le risorse che la società gli ha messo a disposizione.

Chiaramente, con il caldo che avanza e le prossime partite giocate ogni 2-3 giorni, sarà davvero una corsa contro il tempo per l’allenatore toscano, il quale deve anche fare a meno di Chiellini, Khedira, De Sciglio, Alex Sandro bloccati in infermeria.

Ma soprattutto, è una Juve ancora piuttosto molle, incapace di mostrare quella grinta cui ci ha sempre abituati, in grado di spuntarla solo quando gli avversari commettono errori macroscopici (vedi fallo da rosso di Lucioni) o calano fisicamente, dando modo a Douglas Costa e ai giocatori bianconeri di fare la differenza con il loro bagaglio tecnico.

Insomma, la Juve vince e vola momentaneamente a +7 sulla Lazio seconda: ma i problemi per Sarri restano, e il tempo per risolverli non è molto.

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