Se il sospetto colpisce i grillini, Travaglio diventa garantista – Zuppa di Porro 16/06/2020

La “Zuppa di Porro” è un rassegna stampa giornaliera che vede protagonista il giornalista Nicola Porro.

Partendo dai titoli dei principali quotidiani italiani (ma spesso anche stranieri), Porro conduce una lettura e un’analisi dapprima oggettiva e basata su quanto riportato sulla carta stampata, poi, inevitabilmente, una serie di commenti e giudizi più soggettivi rispetto alle notizie citate.

Come ogni rassegna stampa, anche questa può piacere o non piacere: tuttavia, non si può non notare la logica e la coerenza con cui il giornalista Porro commenta le notizie nel loro insieme, tenendo conto di tutte le sfumature e certi dettagli che concorrono a giudicare eventi e dichiarazioni in modo più esaustivo.

Vogliamo, di seguito, riportare per iscritto quanto commentato da Nicola Porro nella sua classica “Zuppa” di ieri, martedì 16 Giugno.

Il tema principale dei giornali di oggi è quello che abbiamo affrontato ieri nella trasmissione Quarta Repubblica“, così esordisce Porro all’inizio della rassegna stampa.

Avremmo parlato di tante cose, dagli Stati Generali alla cassa integrazione; ma è arrivata questa indiscrezione, riguardante una presunta mazzetta di 3,5 milioni di Euro che Roberto Casaleggio, fondatore dei 5 Stelle, avrebbe preso da Maduro nel lontano 2010“.

A fronte di una notizia bomba di questo tipo, tutti i giornali italiani non possono che parlarne e dare adito a varie suggestioni, tranne uno: qual è l’unico giornale che non commenta, non cita, il più garantista di tutti? Il Fatto Quotidiano, ovviamente” commenta Porro con tono perentorio e, al tempo stesso, quasi divertito.

Infatti, Porro non può che trovare terreno facile nel commentare l’atteggiamento del Fatto, diretto da Marco Travaglio: un giornale, il suo, tanto fortemente accusatorio nei confronti degli avversari politici, anche se appena sospettati di un qualsiasi reato, quanto garantista quando un’accusa è rivolta a chi gli sta caro.

Vorrei che il Fatto avesse sempre questo approccio – incalza Porro con tutti, così garantista finché non vi è prova concreta di reato. Anche perché l’indiscrezione è pubblicata da Abc, un giornale autorevole spagnolo, e merita quantomeno di essere approfondita, cosa che i giornali italiani (tranne il Fatto) fanno“.

A questo punto, Porro commenta la prima analisi sulla vicenda, fatta dal giornalista del Corriere della Sera, Massimo Franco, il quale dice che “si deve rispettare la smentita 5 Stelle, ma rimane l’ambiguità politica dell’appoggio del Movimento al regime Maduro, cosa che giustifica la costruzione complottista a danno dei 5 Stelle“.

Su questo, Porro non concorda appieno, dicendo: “Penso che questo non sia un ragionamento da fare: cioé, non si può correlare la simpatia politica del Movimento con l’idea della presunta mazzetta ricevuta da Casaleggio, in virtù di tale appoggio. Insomma, si accerterà se questi soldi sono stati presi o no, ma non si possono legare insieme le due cose per principio“.

Diverso il ragionamento di Mattia Feltri (HuffPost), secondo cui non bisogna dimenticare che, come dichiarato dai vertici 5 Stelle in diversi convegni, loro contro il “nazismo Euro-tedesco” preferiscono il modello dell’alleanza “Alba“, quella tra Chavez e Castro. Ecco, questo è il principale problema che devono affrontare i 5 Stelle, secondo il parere di Feltri“.

Repubblica, invece, titola sul “Direttorio 5 Stelle“, cioé sul fatto che, per tenere insieme il governo, il Movimento si vede costretto a fare un direttorio presieduto da Vito Crimi. Essendo il capo politico 5 Stelle, Crimi avrebbe potuto rispondere alle domande su questa indiscrezione, a dimostrazione che queste notizie siano effettivamente fake“.

Sugli avvicendamenti ai vertici del Movimento, Porro commenta la doppia visione di Travaglio sul Fatto: “Per Travaglio, Grillo ha ragione a dire che bisogna stare con Conte (tramite cui, ormai, Grillo avrebbe in sostanza “svenduto” i 5 Stelle al PD); ma, al contempo, Travaglio sostiene che ha ragione anche Di Battista“.

Su questo, Porro obietta: “Come? Di Battista dice che non si può fare l’accordo col PD tramite Conte, quindi come è possibile dire, nello stesso momento, che sia Grillo sia Di Battista hanno ragione?.

Altro tema di giornata riguarda un Consiglio dei Ministri straordinario, tenutosi l’altro ieri, per estendere la cassa integrazione di 4 settimane. Su tale vicenda, il giornalista Porro ha alcune precisazioni da fare: “L’Avvenire, come gli altri principali giornali, titola su questo in clima di esaltazione. Ma è una vera bufala!” commenta in modo acceso Porro.

Posto che un mese di cassa integrazione ci costa 15 miliardi, queste 4 settimane non sono in più, ma erano già previste dal Decreto Rilancio (55 miliardi)“.

Perciò, il governo ha deciso non di aumentare, bensì di anticipare queste 4 settimane di cassa integrazione per le persone che hanno ricevuto 14 settimane di Cig. Quindi, hanno anticipato da settembre a luglio queste 4 settimane di cassa integrazione“.

Sulla cassa integrazione, Porro ne ha per tutti, soprattutto per Tridico, capo dell’INPS: “Dopo tante promesse e dichiarazioni, non si può continuare a dire cose del tipo “Per venerdì tutti avranno la cassa“, quando può non è così! Almeno non rilasciare ulteriori dichiarazioni“.

“Altro scoop straordinario è della Verità che scopre che un pezzo del documento, redatto da Colao, è stato copiato pari pari (errori compresi) da un testo universitario di uno dei componenti della commissione: una storia di cialtronismo italiano!” commenta divertito Porro.

Cioè, i tecnici della tanto elogiata task force, a lavorare sui temi tanto cari a Colao come green e digitalizzazione, si vedono arrivare il pezzo già pronto, tratto da un testo già scritto tempo fa, senza cambiare nulla! Geniale!“.

La rassegna stampa si conclude, infine, con alcune interviste interessanti: Bonomi, presidente Confindustria, dice “Solo annunci!”, nonostante l’accordo di ieri tra governo e Cisl, Uil e altri sindacati. Poi intervista a Berlusconi sul quotidiano Il Riformista, dove il Cavaliere dice che vorrebbe una giustizia stile Falcone.

“Infine, torna il virus in Cina, e tutti i giornali si esaltano su questo, drammatizzando la questione con grande enfasi”.

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