Malvezzi: “La Germania uscirà dall’UE”

Valerio Malvezzi, noto e autorevole economista, da tempo esprime il proprio pensiero rispetto alle principali vicende economiche e politiche odierne, in collegamento con l’emittente radiofonica Radio Radio.

I commenti rilasciati dall’economista riguardano questioni che vedono coinvolti l’Italia e gli altri paesi dell’Unione Europea, considerate, in particolare, all’interno del contesto dell’emergenza economico-sanitaria dovuta al Covid-19.

Alcuni giorni fa, Malvezzi ha lanciato, in modo netto e alquanto inaspettato, una previsione di fortissimo impatto: “Vista la situazione attuale, penso non sia da escludere che, magari tra qualche anno, la Germania possa uscire dall’Unione Europea“.

Chiaramente, l’economista ha prontamente argomentato le ragioni di tale affermazione, elaborando un’attenta analisi delle recenti dichiarazioni della Corte Costituzionale tedesca, in base alle quali ha potuto dedurre una serie di logiche conseguenze che hanno portato a motivare la sua previsione.

Comunque, partiamo dal principio, riportando quanto detto da Valerio Malvezzi durante il collegamento radiofonico a Radio Radio.

Inizialmente, Malvezzi viene incalzato dal conduttore Fabio Duranti, il quale ricorda come tempo fa l’economista avesse già anticipato in radio che l’UE traballava non solo per il fermento e le difficoltà in cui versa l’Italia, ma soprattutto per problemi che potrebbero essere sollevati da altri paesi.

Malvezzi, seguendo il filo tracciato dal conduttore, ribadisce e precisa: “Rispetto alla stabilità dell’Unione, tempo fa dissi che l’Italia potrebbe subire le scelte di altri stati, anche perché non va dimenticato che l’UE e l’Euro sono stati creati dalla Germania per fare un dispetto all’Italia, un paese che all’epoca aveva nella Fiat il suo fiore all’occhiello, cosa che dava fastidio al mercato dell’auto tedesco“.

A questo punto, l’economista inizia una lettura e traduzione letterale delle dichiarazioni della Corte Costituzionale tedesca, da cui partono una serie di ragionamenti.

Punto 1: la Corte tedesca ha detto che gli stati membri sono padroni dei trattati e che l’Unione Europea non è uno stato federale“.

Già qui, l’economista richiama conduttori e ascoltatori a riflettere sul linguaggio usato dalla Corte Costituzionale tedesca. La parola “padroni“, tradotta dall’inglese “Masters“, peraltro detta dai tedeschi, in effetti evoca ricordi piuttosto cupi.

Detto ciò, Malvezzi prosegue: “Punto 2: la Corte tedesca dice che la BCE è andata oltre le proprie prerogative, cosa su cui (a detta della Corte tedesca) sarebbe d’accordo anche la Corte Europea. Su questo, la Corte tedesca non può in alcun modo transigere“.

Da qui il punto 3: i tedeschi si dicono non disposti ad accettare la gestione del Quantitative Easing, ossia gli aiuti monetari europei per uscire dalla crisi del 2008 (la quale comunque vi dico non essere stata una crisi finanziaria, bensì un cambiamento deciso e deliberato di sistema economico), poiché tale sistema monetizza i deficit dei paesi (a detta della Germania), e questo non è possibile“.

Punto 4: la Corte tedesca vuole vedere dei paletti rigidi e precisi, ritenendo che quelli attuali non vengano debitamente rispettati“. Perciò – aggiunge Malvezzila Germania sta criticando pesantemente l’atteggiamento più permissivo adottato dalla BCE (vista l’emergenza Covid), e vuole rendere più rigide delle norme che già erano rigide in passato“.

Punto 5: la Corte tedesca ritiene che, così facendo, la BCE sia andata incontro alle forti necessità di alcuni paesi (in primis l’Italia), quando gli stessi paesi potrebbero richiedere l’aiuto del MES“.

In sostanza, la Germania fa un ragionamento del tipo: “Perché gli stati in difficoltà chiedono aiuti alla BCE, quando potrebbero ottenerli adottando il MES?“. Su tale questione, lo stesso Malvezzi evidenzia come sia una posizione del tutto opposta a quanto, invece, proposto da tempo dall’economista: “Perché adottare il MES, quando si può continuare a beneficiare di aiuti (senza condizioni) dalla BCE? “.

Punto 6: la Corte tedesca invita perentoriamente il Parlamento e il Governo tedeschi a opporsi all’acquisto di titoli di stato, e invita (in modo altrettanto perentorio) la Bundesbank a dare tre mesi di diktat alla BCE“.

Praticamente – precisa Malvezziè la banca partecipante che chiama la partecipata e le fa ben chiaro che, se entro tre mesi non sarà in grado di fornire valide giustificazioni (per gli aiuti economici dati agli stati membri), potrebbero esserci gravi conseguenze“.

Punto 7: in mancanza di valutazioni che vengano giudicate convincenti, i titoli di stato devono essere venduti“.

Tale dichiarazione, insieme a quelle elencate sopra, si può tradurre, secondo Malvezzi, in questo modo: la Germania critica fortemente l’operato della BCE, la quale, per la Corte tedesca, si è spinta troppo oltre le regole imposte, non facendo la solita politica finanziaria, bensì aiutando concretamente gli stati in difficoltà.

Da questo, inoltre, l’economista nota un atteggiamento della Germania chiaramente contrario ad aiuti importanti e meno rigidi dati al paese che sta maggiormente accusando l’emergenza Covid, cioé l’Italia.

Sui titoli di stato, Malvezzi ricorda le regole di base, secondo cui la BCE non può comprare direttamente (sul mercato primario) i titoli degli stati, ma può comprare direttamente titoli o azioni di aziende e enti diversi, come la Mercedes o altre realtà non statali.

Pertanto – precisa Malvezzi la Germania vuole che la BCE smetta di acquistare titoli italiani. Certo, l’ascoltatore può pensare che ciò non gli interessi: ma poi quando servono soldi europei per sanità e altre spese, da dove arrivano se non dall’acquisto di titoli italiani da parte della BCE?“.

Punto 8: la Bundesbank è tenuta a seguire i dettami della Corte Costituzionale tedesca. Ciò significa che la banca tedesca dovrà richiedere e ricevere valutazioni convincenti dalla BCE nel giro di tre mesi“.

Al termine di questa analisi, fatta punto per punto in base a quanto dichiarato dalla Corte Costituzionale tedesca, Malvezzi illustra il suo pensiero in merito, delineando i possibili scenari che potrebbero scaturire da tali direttive.

Ritengo che possano verificarsi due scenari: o si farà quanto detto dalla Corte tedesca, dunque la BCE non potrà più acquistare titoli di altri stati, bensì venderli “dalla propria pancia”; oppure, ipotesi più probabile, la BCE, per ribadire il proprio ruolo, continuerà nel suo percorso attuale, cosa che potrebbe portare ad uno scontro titanico con la Germania, fino a determinare l’uscita tedesca e dunque la fine dell’Unione Europea“.

A proposito di questo, Malvezzi fa presente che c’è stata una pronta risposta della Commissione Europea che ha detto: “Il potere della BCE è superiore a quello dei singoli stati“.

A tal proposito – continua Malvezzi risulta illuminante ricordare quanto scriveva Orwell, in particolare due cose: intanto, se tutti dicono che 2+2 fa 5, prima o poi sarai portato a crederci (argomentazione tratta dal romanzo “1984” e riferita al ruolo della comunicazione mainstream italiana, la quale tace su vicende di questo tipo); inoltre, nel romanzo “La fattoria degli animali“, Orwell sosteneva che tutti gli animali erano uguali, ma i maiali risultavano più uguali degli altri“.

Ecco, dunque, il paragone immediato con la situazione attuale: gli stati membri dell’Unione (gli animali) godono, almeno sulla carta, di uguali diritti, mentre Francia e Germania (i maiali) hanno, in realtà, più diritti e soprattutto poteri degli altri stati.

Qualunque scenario si verifichi – prosegue Malvezzi – la BCE uscirà comunque depotenziata, per non dire umiliata, da tale vicenda. Perciò, la BCE risulterebbe davvero indebolita, in un momento in cui serve, invece, una banca centrale forte e pronta a misure come il “Whatever it takes” di Mario Draghi“.

Altro argomento portato avanti da Malvezzi riguarda i ragionamenti che, secondo la sua opinione, i tedeschi starebbero facendo da un po’ di tempo: “I tedeschi, abituati a dominare da sempre (prima coi carri armati, ora con giacca e cravatta), stanno facendo valutazioni rispetto al loro settore più forte, ossia il mercato dell’auto“.

Tali valutazioni (fatte con il tipico atteggiamento cinico tedesco) hanno, probabilmente, evidenziato una maggior convenienza ad uscire dall’UE, piuttosto che a rimanerci. Peraltro, la Germania sa che, per uscire dalla crisi Covid, servono misure drastiche, in linea con il famoso “Whatever it takes” di Draghi: misure che, comportando la mutualizzazione del debito dei singoli stati, non stanno bene alla Germania“.

Per riassumere, la previsione portata avanti da Malvezzi si basa su un insieme di atteggiamenti, termini, linguaggio, direttive fortemente impositive della Corte Costituzionale tedesca nei confronti della BCE.

Basta pensare cosa succederebbe se, come fatto dalla Corte tedesca, anche le Corti Costituzionali di Francia, Italia e tutti gli altri stati membri decidessero di prendere una posizione così netta, lanciandosi in dichiarazioni di tale portata.

In chiusura, l’economista pone l’attenzione sul paese che, qualora la BCE dovesse piegare la testa e sottostare ai dettami della Corte tedesca, avrebbe conseguenze più gravi in termini economici e politici.

A me pare palese che il bersaglio politico-economico di questa presa di posizione tedesca sia l’Italia. Essendo il paese che più sta accusando l’emergenza Covid, sarà anche quello che, se la BCE dovesse piegarsi, avrà maggiori difficoltà a risollevarsi“.

E’ in gioco, dunque, una partita politica di grande peso.

Certo, persone normali e lavoratori comuni, non affini a tali contesti, possono percepire la vicenda come lontana o non di particolare interesse. Tuttavia, occorre ricordare che, qualora la BCE dovesse seguire la linea dettata dalla Germania, non acquistando più titoli di stato italiani, da dove prenderemo i soldi per la sanità, per le imprese e per rilanciare economicamente il paese?

Infine, può sembrare sì una teoria avventata, ma quanto pronosticato da Malvezzi (“L’Unione finirà per mano di coloro che l’hanno creata, in base a scelte di cinica e pura convenienza economica“) si basa su affermazioni e indizi di grande impatto, oltre che su un filo logico difficilmente oppugnabile.

L’invito è, oltre a seguire i video Youtube di Radio Radio e le dirette dell’economista Malvezzi, di cercare fonti e canali di informazioni diversi dal solito “giornale unico” della comunicazione mainstream italiana, raccogliendo anche informazioni controcorrente e a più ampio raggio.

Comunque, chi avrà la pazienza e l’audacia di arrivare in fondo a questo articolo sappia che, su questo blog, troverà sempre un approccio pronto a valutare e giudicare, in modo attento e critico, circostanze e avvenimenti, senza bersi passivamente quanto riportato dai soliti giornali e canali di informazione ufficiali.

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