Le “concessioni” del Re Conte e i dubbi ancora irrisolti

In tutta franchezza, quella che è stata preannunciata come “Fase 2” sembra non più di un piccolo incremento decimale di una Fase 1 che pare senza fine.

Piuttosto che niente, è meglio piuttosto” si potrebbe dire. Certo, siamo d’accordo sul fatto che la riapertura di aziende manifatturiere e delle costruzioni sia un buon segnale, ma dubbi e perplessità rimangono.

Ad esempio, perché bar e ristoranti già attrezzati per lavorare nel rispetto delle norme di igiene e distanziamento devono, per forza, aspettare inizio giugno per riaprire? Posto che, viste le disposizioni da adottare sul luogo di lavoro, gli esercizi commerciali che si prenderanno la briga di aprire, riattivando le spese a pieno regime ma potendo contare su una clientela decimata, non potranno che essere ben pochi.

E il capitolo uscite, jogging, visite ai parenti? Qui è un trionfo di punti interrogativi.

Se ci si volesse trovare al parco con amici, tenendo 1-2 metri di distanza, ognuno che sorseggia una birra e si fanno due chiacchiere, va bene? O è considerato assembramento?

Possiamo uscire per andare a visitare un parente, o la cara nonnina, grazie a Dio… e la morosa? Ammiriamo la perspicacia di Giuseppi e compagnia nel prevedere, nell’incontro con la ragazza che non vediamo da tanto, un grado di “assembramento” più alto di quello che si possa avere con nonna o zia, e quindi un rischio maggiore di contagio.

Tuttavia, al netto di un comitato tecnico-scientifico che ci ha finora guidati con tale sapienza e che ha a cuore tanto la nostra salute quanto i nostri sentimenti, ci si consenta di dire che qualcuno preferirebbe rischiare di morire per una libera, umana sensazione di affetto e calore, piuttosto che prolungare una condizione di schiavitù e inezia, decisa da una classe dirigente che non sembra avere un piano B se non una chiusura pressoché totale.

Rimaniamo sulle visite ai parenti: come avere la certezza che mi sto recando da un parente, quando magari voglio andare sotto casa di un amico, anche solo per dargli un saluto? Chissà, magari l’ennesima autocertificazione che i luminari di Roma stanno preparando saprà dare una risposta.

Ancora, i funerali: sarà possibile andare al funerale di un parente, ma non in numero superiore a quindici persone.

Andando indietro a ritroso, si può delineare una trama che nemmeno il miglior Hitchcock avrebbe potuto elaborare. Tutti costretti a casa, a destreggiarsi tra film e gare di cucina, cantando sui balconi l’inno di Mameli e “Andrà tutto bene“.

In pratica, (riprendendo il pensiero del giornalista Nicola Porro) abbiamo ricreato la perfetta famiglia cattolica: tutti a casa (ma non in chiesa), in visita ai cari parenti (ma non alla fidanzata), presenti al funerale (ma non più di quindici eletti).

E la Chiesa? Colpisce, in effetti, la tempestività con cui i vescovi si sono risvegliati dal proprio torpore.

A dir la verità, la comunità ecclesiastica non hai mai mostrato tanta reverenza al capo di stato in tanti secoli di storia. Una Chiesa che accetta, senza resistenza alcuna, di non celebrare un evento fondamentale come la Pasqua, sacrificando la salvezza dell’anima in nome della salute del corpo, ha già chiaramente abdicato.

Un’ultima riflessione, infine, sul linguaggio con cui il Premier Conte ha annunciato queste misure: “consentiamo” e “permettiamo” sono termini di cui il Presidente del Consiglio ha fatto largo uso nell’ultima conferenza e probabilmente sono passati inosservati alle menti e ai cuori di molti italiani, ormai intorpiditi e rassegnati.

Dunque, vi sta bene? Siete d’accordo sul fatto che Conte e compagnia si sentano detentori delle nostre libertà?

Pur in virtù (non smetteremo mai di ribadirlo) di una situazione complicatissima, senza precedenti e che sta mettendo a dura prova il nostro sistema sanitario, questo governo sta comunque minando quelle libertà che abbiamo sempre ritenuto sacre e intoccabili, peraltro costituzionalmente garantite.

Viene da chiedersi, in effetti, dove siano finiti quelli che cantavano alla “Costituzione più bella del mondo“, Sardine e difensori di libertà e diritti vari.

Poveri, anche loro saranno chiusi in casa, a pendere dalle labbra di Re Conte, l’avvocato divenuto sovrano, e del comitato tecnico-scientifico, nuova schiera di intellettuali e portatori di verità universali.

Si procede, insomma, al ritmo del solito mantraPrima la salute“. Va però precisato che, per quanto teniamo a questo, si tratta comunque di un aspetto relativo, al pari di quella sicurezza che tutti vorremmo, ma che questo governo ad oggi non riesce ancora ad offrire.

La libertà, al contrario, è un principio universale, sacro e inviolabile: si può facilmente cedere, a poco a poco, ma non è altrettanto facile da riconquistare.

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